Attività e Progetti

IIS Rondani Open Day 2021

 

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Il Museo della Strumentazione Storica dell’Istituto Camillo Rondani, inaugurato alla presenza delle autorità cittadine, è fiore all’occhiello del patrimonio culturale del nostro istituto e rappresenta un ulteriore e articolato strumento didattico a disposizione degli studenti, che vedono nascere, proprio in questi giorni, nuovi indirizzi a completare il quadro dell’offerta formativa (si tratta, nella fattispecie, del nuovo indirizzo di Grafica e comunicazione e del nuovo indirizzo di Gestione delle acque).

Il museo conserva ed espone, in percorsi ragionati, la memoria storica del Rondani, che, tolta dalla polvere, può da oggi essere oggetto di fruizione feconda da parte degli studenti. Si va dai modelli in legno delle attrezzature agricole del secolo XIX, costruiti dal Pasqui, attraverso la narrazione delle trasformazioni dell’istituto - tra progettazioni e modelli - sino alle perle della collezione dell’illustre entomologo di cui la scuola porta il nome.

Un percorso museale denso di significati, tra conservazione e riproposizione della memoria e dell’identità dell’istituto stesso, tra passato, presente e futuro. All’inaugurazione presenti, tra gli altri, il sindaco Federico Pizzarotti, Simonetta Franzoni dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Federico Consiglio del Collegio dei Geometri di Parma, Silvano Tagliaferri, presidente dell’Associazione Amici del Rondani e il Consigliere Comunale Leonardo Spadi.

 

Gallery Fotografica

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Un grande murales annuncia una nuova stagione per la scuola: Il Rondani si è vestito con nuovi colori. Come ha fatto? Basta volerlo! Basta un gruppo di studenti motivati, ed ecco una squadra di progettisti, imbianchini, facchini, manutentori, writers! Un po’ artisti e un po’ artigiani, disposti a mettere creatività ed energie a disposizione della scuola.

Ci hanno messo molto: determinazione, tempo, fantasia, attrezzature ed idee tra le più disparate.

Non è stato un lavoro da poco, in effetti: prima si sposta tutto, poi si tinteggia, si ripulisce; si smontano vecchi scaffali; si ricolloca con estrema attenzione la storica raccolta di plastici, creando un piccolo museo. Ed ecco nell’ampio, luminoso, rinnovato atrio una parete bianca che ammicca. Bozzetti, schizzi, discussioni: il progetto del murales è pronto e il writer inizia il lavoro, lento, preciso, meticoloso ma sicuro. Gli altri osservano in silenzio. L’aria è satura, oltre che di colori e di gas delle bombolette, di emozioni. C’è la consapevolezza che qualcosa sta cambiando, e di essere i protagonisti del cambiamento.

L’impresa viene filmata, ogni fase è immortalata in un video che farà parte anch’esso della storia del Rondani, alla stregua dei modellini del museo, ma con un linguaggio tutto nuovo, che la scuola ha cominciato a parlare. E c’è molto da scoprire e da raccontare.

Dal muro… al murales

Da progettista a writer il passo è breve. È così che Leonardo Zanetti della 5D, autore del murales, ha sviluppato le sue competenze grafiche nella direzione del graffito, che considera una vera forma d’arte. “Quello che faccio è l’espressione di un’idea, di un concetto o di un progetto, che viene tradotto in segno grafico.” E spiega come si può conciliare la tecnica con la creatività: “C’è una correlazione tra la progettazione urbanistica, che insegna l’Istituto, e la voglia di lasciare la propria testimonianza urbana, un segno che arricchisca e non che deturpi. Sempre di arte si parla, e l’arte in tutte le sue forme esprime una ricchezza interiore e ciascuno dovrebbe trovare un mezzo con cui manifestare il proprio animo.”

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L'uscita didattica del 7 novembre a Rimini per la fiera leader nella Circular Economy e nella Greeen Economy, parte dell'articolato Progetto di Alternanza Scuola Lavoro, vede gli studenti del Rondani impegnati nella visita ai vari settori dedicati al recupero energetico e dei materiali per lo sviluppo sostenibile.

 

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Moderni esploratori, ci siamo avventurati, noi della 5C e della 5F, nella più europea delle città italiane: Milano.

La verticalità domina i nuovi quartieri, dove la parola d’ordine è riqualificazione. L’area di Porta Nuova è una realtà già da un decennio, il CityLife è in divenire: interi quartieri sventrati e ricostruiti seguendo ardite pianificazioni urbane. Architetture svettanti e fondazioni profondissime si alternano sotto i nostri occhi, a tratti stupiti o increduli.

Del Bosco Verticale, progettato da Boeri, più che l’estetica affascina la maestria strutturale che permette a interi blocchi di terreno di librarsi in aria, mentre il bagliore della Torre Unicredit ci lascia abbacinati.

Il Dritto, lo Storto e l’erigendo Curvo non sono i protagonisti di uno spaghetti western, bensì le tre torri che ti sovrastano all’uscita della metro nell’area della ex Fiera Campionaria, oggi quartiere caratterizzato dai lussuosi condomini di Zaha Hadid, immote navi da crociera in cemento e legno dalle linee sinuose.

Un dubbio ci assale: urbanistica o astronautica?

 

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Alla scoperta dei ritrovamenti archeologici della Sella del Valoria: studenti durante la  visita guidata del 30 ottobre a Palazzo Bossi Bocchi, per la mostra che ricostruisce la Cisa Romana, in percorsi contestuali oggetto di studio.

 

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Alcuni giorni fa noi studenti e studentesse di 5B, 5C e 5E abbiamo avuto la fortuna di un “incontro ravvicinato” con Giulia Ghiretti, la campionessa paralimpica nostra concittadina. Dopo una chiacchierata in cui ha spiegato i mille tranelli che la quotidianità riserva a chi si muove su ruote, Giulia ci ha proposto di passare dalle parole ai fatti. E così alcuni di noi si sono cimentati in brevi percorsi sulla sedia a rotelle all’interno della scuola. Ci siamo ritrovati impacciati ed incapaci, anche i più atletici ed agili a stento sono riusciti ad affrontare semplici passaggi, come ad esempio l’apertura di una porta. Abbiamo capito la difficoltà e la fatica che si cela dietro ad ogni gesto, e tutta la energia e la determinazione di cui Giulia è capace per bypassare ogni ostacolo. Abbiamo compreso come la normativa sulle barriere architettoniche, che pure studiamo con molta attenzione, sia una pura astrazione. Anche un edificio costruito ed allestito a regola d’arte riserva insidie ed ostacoli: la pendenza dell’8% per una rampa rappresenta una trappola insuperabile per molti disabili, anche se tale pendenza è a norma di legge! L’incontro con Giulia è stato una esperienza preziosa dal punto di vista umano, ma anche dal punto di vista professionale, che di certo ci ha reso futuri progettisti più sensibili ed attenti alle esigenze dei più fragili.