Attività e Progetti

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Una mattina particolare, quella dello scorso 27 novembre, per la classe 1A impegnata in una uscita didattica alla Fondazione Magnani Rocca.

Una mattina in compagnia delle opere delle star della pop art americana e soprattutto di Roy Lichtenstein, alla cui inconfondibile tecnica del puntinato Ben Day tanto devono le diverse forme della contemporanea cultura pop: grafica, fumetto, pubblicità, design.

Alla virtuale comitiva, si sono aggiunti con le proprie opere artisti del passato lontano, Carpaccio, Dürer, Tiziano, Rubens e più recente, Monet, Renoir, Cézanne, De Chirico:  una insolita ed interessante passeggiata tra le tele e le idee.

 

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Il 2 marzo scorso, presso il Palacampus, si è svolta la Coppa Nash (gara a squadre di Matematica). Il Rondani ha partecipato con 7 studenti selezionati nel corso dell'anno sulla base delle performances ottenute nei Giochi di Archimede e in varie attività di allenamento, posizionandosi davanti a Berenini, Paciolo D'Annunzio, Bertolucci, San Benedetto e Romagnosi e ottenendo 544 punti al posto n. 25 della classifica assoluta.

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L’incontro con alcuni membri del Collegio dei Geometri del tre marzo scorso è stata un’esperienza grazie alla quale gli studenti del triennio hanno ascoltato direttamente dai professionisti quali siano le molteplici competenze e le specializzazioni richieste dal mondo del lavoro cui l’Istituto Rondani permette in concreto di accedere. L’esperienza è terminata con un esercizio pratico: la realizzazione del progetto di un appartamento che tenesse adeguato conto delle esigenze di una ipotetica clientela. Il progetto migliore è stato premiato con un assegno.

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Un po’ spettacolo, un po’ conferenza:  stamattina 31 gennaio è andata in scena una performance rivolta agli studenti delle classi quinte della città. E noi della 5C, un po’ spettatori e un po’ ascoltatori, siamo stati coinvolti in animazioni tridimensionali e testimonianze dal vivo di ex-studenti. Un momento “strabello” ha commentato entusiasta Marco;  un momento sicuramente coinvolgente ed interessante, che aiuta a riflettere sul futuro. Infatti, con la finalità di orientare la scelta che saremo chiamati a fare dopo l’esame finale, è stata illustrata l’offerta formativa degli ITS, gli Istituti Tecnici Superiori: ci son sembrati una buona opportunità, da prendere in considerazione. Vedremo, per ora aspettiamo l’annuncio delle materie d’esame, previsto per... subito!

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Il Museo della Strumentazione Storica dell’Istituto Camillo Rondani, inaugurato alla presenza delle autorità cittadine, è fiore all’occhiello del patrimonio culturale del nostro istituto e rappresenta un ulteriore e articolato strumento didattico a disposizione degli studenti, che vedono nascere, proprio in questi giorni, nuovi indirizzi a completare il quadro dell’offerta formativa (si tratta, nella fattispecie, del nuovo indirizzo di Grafica e comunicazione e del nuovo indirizzo di Gestione delle acque).

Il museo conserva ed espone, in percorsi ragionati, la memoria storica del Rondani, che, tolta dalla polvere, può da oggi essere oggetto di fruizione feconda da parte degli studenti. Si va dai modelli in legno delle attrezzature agricole del secolo XIX, costruiti dal Pasqui, attraverso la narrazione delle trasformazioni dell’istituto - tra progettazioni e modelli - sino alle perle della collezione dell’illustre entomologo di cui la scuola porta il nome.

Un percorso museale denso di significati, tra conservazione e riproposizione della memoria e dell’identità dell’istituto stesso, tra passato, presente e futuro. All’inaugurazione presenti, tra gli altri, il sindaco Federico Pizzarotti, Simonetta Franzoni dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Federico Consiglio del Collegio dei Geometri di Parma, Silvano Tagliaferri, presidente dell’Associazione Amici del Rondani e il Consigliere Comunale Leonardo Spadi.

 

Gallery Fotografica

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Un grande murales annuncia una nuova stagione per la scuola: Il Rondani si è vestito con nuovi colori. Come ha fatto? Basta volerlo! Basta un gruppo di studenti motivati, ed ecco una squadra di progettisti, imbianchini, facchini, manutentori, writers! Un po’ artisti e un po’ artigiani, disposti a mettere creatività ed energie a disposizione della scuola.

Ci hanno messo molto: determinazione, tempo, fantasia, attrezzature ed idee tra le più disparate.

Non è stato un lavoro da poco, in effetti: prima si sposta tutto, poi si tinteggia, si ripulisce; si smontano vecchi scaffali; si ricolloca con estrema attenzione la storica raccolta di plastici, creando un piccolo museo. Ed ecco nell’ampio, luminoso, rinnovato atrio una parete bianca che ammicca. Bozzetti, schizzi, discussioni: il progetto del murales è pronto e il writer inizia il lavoro, lento, preciso, meticoloso ma sicuro. Gli altri osservano in silenzio. L’aria è satura, oltre che di colori e di gas delle bombolette, di emozioni. C’è la consapevolezza che qualcosa sta cambiando, e di essere i protagonisti del cambiamento.

L’impresa viene filmata, ogni fase è immortalata in un video che farà parte anch’esso della storia del Rondani, alla stregua dei modellini del museo, ma con un linguaggio tutto nuovo, che la scuola ha cominciato a parlare. E c’è molto da scoprire e da raccontare.

Dal muro… al murales

Da progettista a writer il passo è breve. È così che Leonardo Zanetti della 5D, autore del murales, ha sviluppato le sue competenze grafiche nella direzione del graffito, che considera una vera forma d’arte. “Quello che faccio è l’espressione di un’idea, di un concetto o di un progetto, che viene tradotto in segno grafico.” E spiega come si può conciliare la tecnica con la creatività: “C’è una correlazione tra la progettazione urbanistica, che insegna l’Istituto, e la voglia di lasciare la propria testimonianza urbana, un segno che arricchisca e non che deturpi. Sempre di arte si parla, e l’arte in tutte le sue forme esprime una ricchezza interiore e ciascuno dovrebbe trovare un mezzo con cui manifestare il proprio animo.”